Fratelli Bonvini Milano 1909

Benvenuti in questo luogo, nato oltre un secolo fa.
Una bottega storica di Milano dove sono trascorse storie di carta, d’inchiostro, di caratteri tipografici e umani. Un posto che stava sparendo e che insieme a un gruppo di amici abbiamo recuperato, restaurato con cura e restituito alla città.
Abbiamo riaperto la cartoleria tipografia Fratelli Bonvini un anno fa e in questo breve tempo si è già  popolata di nuove storie, di reti e relazioni.
I luoghi con una storia hanno questo di speciale: anche se piccoli sono però cavità  profonde su cui tendere la pelle del presente e trarne risonanze nuove.

News

30.08.2016
FUTURA

Ultima news di agosto: la dedichiamo al grande Paul Renner, (Wernigerode, 9 agosto 1878 – Hödingen, 25 aprile 1956), tipografo e designer conosciuto soprattutto per aver progettato un carattere tipografico di grande successo, diventato un capolavoro senza tempo, il Futura. Renner è stato un graphic e type designer di straordinaria importanza per grafici e tipografi…

Ultima news di agosto: la dedichiamo al grande Paul Renner, (Wernigerode, 9 agosto 1878 – Hödingen, 25 aprile 1956), tipografo e designer conosciuto soprattutto per aver progettato un carattere tipografico di grande successo, diventato un capolavoro senza tempo, il Futura.
Renner è stato un graphic e type designer di straordinaria importanza per grafici e tipografi del XX secolo: il suo Futura, che dopo travagliate elaborazioni vide la luce nel 1927, è diventato il carattere che ha interpretato il cambiamento culturale ed estetico del Novecento, influenzando in maniera radicale la disciplina del disegno dei caratteri e penetrando successivamente nelle officine tipografiche di tutto il mondo.
Il Futura rappresentò da un lato la soluzione tecnica e formale di quell’ansia di modernizzazione che fin dal Bauhaus animava la cultura tipografica europea, dall’altro la perfetta risposta alle nuove necessità espressive della stampa e della comunicazione.
Ancora oggi il Futura è uno di quei caratteri con cui “non si sbaglia mai”: a quasi novant’anni dalla sua apparizione è il “san serif” ( font senza grazie) che suggerisce – con le sue articolate e diverse “forze” tipografiche– le atmosfere moderne nell’impaginazione, l’impiego nei logotipi, nei poster pubblicitari e nelle identità visuali coordinate.
Paul Renner fu anche un docente e un intellettuale impegnato, che si oppose con tenacia al Nazismo. Nel 1933, anno in cui fu responsabile della grafica del Padiglione tedesco alla Triennale di Milano e insignito del Gran Premio della Triennale, fu destituito dagli incarichi di docenza e classificato come “intellettuale sovversivo” dopo la pubblicazione di un suo saggio sulla “cultura bolscevica”, in aperta e determinata opposizione alla violenta e oscurante cultura nazista. Fu emarginato, esiliato e infine arrestato.
Pittore, lettore colto e infaticabile, grande studioso di filosofia, continuò a lavorare anche nel Dopoguerra al disegno dei caratteri e a saggi sul design tipografico, lasciando una generosa e fondamentale eredità di studi approfonditi sui processi di modernizzazione della scrittura e dell’editoria. Oltre al Futura disegnò il Plak (1928), il Ballade (1937), il Renner Antiqua (1939) e ulteriori versioni e forze del suo indimenticabile Futura.
Grazie Renner: il futuro in tipografia, con te, è arrivato prima del previsto.

22.08.2016
CARTOLINE DALLE VACANZE

C’è un carattere tipografico che ha accompagnato per decenni le immagini delle cartoline illustrate: il Veltro.

C’è un carattere tipografico che ha accompagnato per decenni le immagini delle cartoline illustrate: il Veltro, disegnato dallo studio artistico Nebiolo nel 1934 e poi prodotto fino al 1961. La storia e le storie di questo carattere, sofisticato nella progettazione ed estremamente popolare nell’utilizzo , sono raccontate nell’ultimo numero della rivista TIPOITALIA edita dalla Fondazione Tipoteca Italiana http://www.bonvini1909.com/negozio/#prd-2529 in un bell’articolo-ricerca di Riccardo De Franceschi.
Il carattere Veltro è ben presente nei cassetti della nostra Tipografia ed è stato utilizzato in passato nella produzione di cartoline che i Fratelli Bonvini realizzavano con soggetti della vicina Piazza San Luigi, di Corso Lodi e di Milano.
Provate a guardare tra le vostre vecchie cartoline, quante utilizzavano il Veltro per il titolo? Se ce le mandate le pubblichiamo volentieri, se sono tante ne facciamo una bella vetrina.

27.07.2016
CAMPO GRAFICO

Tra i tanti oggetti che raccontano la storia centenaria dell’attività  dei Fratelli Bonvini trovammo, al tempo del restauro, una cospicua e preziosa collezione di Campo Grafico, la rivista fondata nel 1933 dal poliedrico Attilio Rossi (1909 – 1994). Campo Grafico fu un periodico innovativo, coraggioso e capace di superare le convenzioni e gli stili ingessati…

Tra i tanti oggetti che raccontano la storia centenaria dell’attività  dei Fratelli Bonvini trovammo, al tempo del restauro, una cospicua e preziosa collezione di Campo Grafico, la rivista fondata nel 1933 dal poliedrico Attilio Rossi (1909 – 1994). Campo Grafico fu un periodico innovativo, coraggioso e capace di superare le convenzioni e gli stili ingessati dell’arte tipo-grafica dell’epoca.
Attilio Rossi diede vita al periodico quando aveva solo 24 anni, con l’ambizione di aprire gli orizzonti creativi dell’arte tipografica proponendo le esperienze del Bauhaus e delle nuove tendenze artistiche che si stavano affermando in Europa. Campo Grafico, oggi conservata nei più grandi musei di design del mondo, uscì in 66 numeri con la missione di diffondere la versatilità  della tipografia e l’influenza della modernità , esprimendo anche una brusca vis polemica nei confronti della rivista concorrente “Risorgimento Grafico” diretta allora dal tipografo Raffaello Bertieri, considerato ridondante e conservatore.
Quasi tutta la collezione di Campo Grafico (che cessa le pubblicazioni nel 1939) verrà  presto resa disponibile per la consultazione in negozio a chi ne farà  richiesta. Non un solo numero di Risorgimento Grafico è stato ritrovato in tipografia: l’indizio fa ritenere che i Fratelli Bonvini si schierassero per le composizioni meno convenzionali, esattamente come rivelano i tanti ed eclettici cliché emersi dai cassetti.